Come educare movimenti che parlano, recitano e raccontano

 

Lo sapevate che il movimento ha un suo linguaggio?

Si tratta di un linguaggio inteso come organizzazione di segni che possono essere gestuali, motori e corporei.

Nel primo caso ci troviamo di fronte a un linguaggio gestuale, nel secondo a un linguaggio motorio,nel terzo a uno corporeo.

Del primo, di fine prettamente utilitaristico (quello dei sordomuti, dei vigili, degli arbitri) fanno parte l’artistico e l’estetico come l’animazione la drammatizzazione, il ballo, la danza, ma anche sport agonistici come il pattinaggio artistico,il nuoto sincronizzato,la ginnastica ritmica. E’ questo il linguaggio che va maggiormente educato perché occorre avere una gestualità comunicativa intenzionale, secondo un sistema di regole culturalmente determinate e perciò condivise.

I tre linguaggi sono senza dubbio concatenati perché per apprendere l’espressione spontanea,per esempio,occorre avere dei prerequisiti legati alla coscienza di sé e al controllo motorio del proprio corpo e ancora per la comunicazione gestuale, è necessario possedere una sufficiente capacità simbolica che trova nel mimo e nella drammatizzazione la sua massima espressione. Quest’ultima ,poi, diventa molto avvincente se è arricchita da azioni sceniche, scenografie e commenti sonori.

E che dire della ginnastica aerobica?Ha bisogno di forza e resistenza,elasticità muscolare,coordinazione neuro-muscolare,senso di equilibrio. E’ un’attività che apporta senza dubbio dei benefici salutistici,perciò è bene praticarla proprio durante il periodo della crescita,quando il corpo è in grado di assimilarne i vantaggi sia sotto il profilo fisico che psichico. Ma c’è da dire anche che svolgere attività fisiche da giovani ci porta ad avere una struttura scheletrica più robusta e un minor tasso di fratture ossee in età avanzata.

Anche la ginnastica acrobatica ha i suoi effetti benefici. Essa prevede la combinazione di movimenti attraverso un preciso lavoro posturale,ma si svolge anche a squadra dove prevale il lavoro di gruppo,cioè la fiducia e la responsabilità di ciascuno nei confronti degli altri compagni.

Specialmente a scuola, la  messa in scena del movimento con tutte le sue forme di espressione e comunicazione diventa un elemento importante che aiuta l’allievo nella ricerca della sua identità e creatività.

Non più movimenti fine a se stessi, dunque, ma movimenti che parlano, che recitano, che raccontano, che si aprono al mondo per arricchire la comunicazione nella vita quotidiana e nello stesso tempo trarne piacere e divertimento.

Clicca su U.A. “Movimento in…comunicazione” per visualizzare le mie Unità di Apprendimento.

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Un abbraccio,

Rosalba

Nel mio prossimo post troverai: “Come ampliare le competenze motorie di base in senso sportivo/ educativo/ricreativo”

 

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