Vuoi migliorare e valorizzare il tuo corpo? Devi conoscere il tuo biotipo!

Guardando il tuo corpo allo specchio puoi comprendere come ognuno di noi sia diverso dall’altro pur conservando delle caratteristiche simili. Ma perché? Vediamo di capirlo!

Gli individui, in base alla distribuzione locale del grasso corporeo, si possono classificare in Biotipi costituzionali a cui sono correlate particolari caratteristiche morfologiche, metaboliche ma anche psicologiche e comportamentali.

Per comprendere il tuo biotipo di appartenenza vediamo insieme quali sono le caratteristiche dei due principali biotipi :

  • il soggetto ipolipolitico o soggetto a “pera”
  • il soggetto iperlipogenetico o soggetto a “mela”

Se siete un soggetto a “pera” lo notate subito perché avete la parte superiore del corpo molto più piccola rispetto alla parte inferiore, dove tenderete ad accumulare più grasso.

Consiglio per i soggetti “pera”: stimolare il metabolismo e soprattutto l’ormone GH che favorisce la combustione dei grassi, attraverso la scelta dei cibi giusti e un adeguato allenamento.

Ecco cosa inserire ogni giorno nella vostra dieta:

  • acqua ( almeno 8 bicchieri al giorno)
  • frutta e verdura che aiutano a depurare l’organismo e cereali integrali a basso carico glicemico ( scelta consigliata sia per la colazione che per il pranzo)
  • succo di mirtilli
  • frutta secca (noci, mandorle)

Inoltre è consigliato:

  1. evitare le diete ipocaloriche e non esagerare con le proteine (diete iperproteiche) che in eccesso : inacidificano il vostro corpo, ristagnano i liquidi, formano cellulite
  2. evitare gli alimenti conservati e le carni rosse che contengono acidi grassi saturi e idrogenati
  3. assumere le proteine soprattutto la sera accompagnate dalle verdure.

Allenamento settimanale:

Se potete anche 4 volte a settimana praticate attività aerobica moderata ( non più del 65%FC max),preferibilmente la mattina prima di fare colazione, e 2 volte la settimana attività di tonificazione della parte superiore del corpo, con ripetizioni che vanno dalle 8 alle 12 per 3-4 serie,preferibilmente la sera. Ottime le camminate specie sulla sabbia e gli esercizi di respirazione.

Se invece siete un soggetto a“mela” avrete sicuramente una struttura superiore robusta con un torace ampio e una vita larga, dove tenderete ad accumulare più grasso.

Consiglio per i soggetti “mela”: abbassa i livelli di stress attraverso la scelta dei cibi giusti e un adeguato allenamento.

Ecco cosa inserire ogni giorno nella vostra dieta:

  • Acqua ( almeno 8 bicchieri al giorno)
  • Alimenti di natura proteica ( sia a colazione che a pranzo)
  • Carboidrati complessi a basso indice glicemico (da assumere prevalentemente la sera)
  • Alimenti grassi ma ricchi di antiossidanti e vitamine quali le noci
  • Arance

Allenamento settimanale:

Alternate l’allenamento in settimane ad alta intensità ,da fare la sera, e settimane a bassa intensità ,da fare la mattina.

Per la settimana ad alta intensità(75% della FC max) potrete scegliere tra:

  • attività aerobiche
  • attività isotoniche in circuito alternando esercizi per la parte superiore ed inferiore del corpo agli addominali

Per la settimana a bassa intensità (65% FC max) potrete scegliere tra :

  • attività aerobiche
  • attività isotoniche (con i pesi).

Esiste una relazione tra musica e movimento ed essa può essere sfruttata per l’acquisizione di importanti competenze psicomotorie.

I ragazzi innanzitutto devono acquisire una prima presa di coscienza del proprio schema corporeo e parallelamente costruire ed immagazzinare tutto una serie di schemi motori di base che sono delle rappresentazioni mentali dei movimenti che intendono compiere.

Questa relazione ha una sua forte base a livello corticale , nel senso che esistono diverse connessioni tra l’area motoria e l’area uditiva del cervello. Sfruttare,quindi, queste relazioni intrinseche tra suono e movimento per promuovere la costruzione ed il rinforzo dello schema corporeo è molto proficuo.

Non c’è suono senza movimento! La musica è facilmente associabile a delle andature, a dei movimenti come la corsa, il saltellare ecc. e queste andature possono diventare delle vere e proprie coreografie.

Le lezioni su base musicale rappresentano un’alternativa alle lezioni a corpo libero e consentono di esercitare una vasta varietà di competenze psicomotorie ( la coordinazione, la laterizzazione, l’orientamento spazio-temporale ecc.), il tutto rigorosamente a ritmo di musica! 

E allora perché non proporle nelle nostre scuole?

La scelta di questa asserzione vuole fare riferimento al fantastico mondo dell’Isola che non c’è, inventato da James Matthew Barrie nel 1904, dove solo i bambini potevano accedervi grazie alla loro immaginazione.

L’ educazione fisica nella scuola potrebbe rappresentare proprio quell’isola felice in quanto grazie alle sue caratteristiche peculiari (giochi, movimento, sfide, competizioni) è una materia alla portata di ogni allievo. Purtroppo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (in quelle di primarie non è neanche presente!!) si trovano spesso i due estremi della materia; o si punta solo sull’aspetto ricreativo o solo su quello sportivo.

I due aspetti isolati non risolvono tutta l’educazione fisica, ma per ottenere un trittico omogeneo di corpo,movimento e sport, i vari assi devono essere opportunamente integrati e programmati. In questo modo diventa un insegnamento operativo – pratico che si fonda su interrelazioni con gli aspetti psicosociali, coinvolgendo tutta la persona (educazione fisica olistica). L’educazione fisica così opportunamente impostata, può migliorare tutti gli apprendimenti scolastici e soprattutto la socializzazione in quanto lavora sull’avere e sull’essere corpo.

Si può benissimo concludere citando il motto dell’Associazione Europea di educazione fisica: “Nessuna Educazione senza educazione fisica”.

Conoscere come funzioniamo, significa capire noi stessi! Il nostro organismo è formato da trilioni di cellule e il loro buon funzionamento costituisce la nostra salute.

Le nostre cellule per stare bene hanno bisogno di: ossigenarsi, nutrirsi e pulirsi. E’ dunque fondamentale praticare una regolare attività fisica e seguire una corretta nutrizione. Ecco il binomio vincente!

Imparare a migliorare lo stato di salute e la forma fisica significa riuscire a ottimizzare il funzionamento delle articolazioni, delle ossa, dei muscoli, della circolazione, del cuore, dei polmoni e ad accrescere l’autostima che in pratica ci fa volere più bene. Questo importante obiettivo richiede impegno e volontà. Tutto, infatti, parte da noi e dalla nostra volontà di volere cambiare le proprie abitudini per dirigersi verso un traguardo fondamentale qual è il miglioramento del nostro stato di benessere!

Dobbiamo diventare noi i protagonisti della nostra vita, i piloti della nostra mente e gli allenatori del nostro corpo affrontando con determinazione la precarietà del nostro equilibrio interno.

Qualsiasi situazione sia fisica che mentale, sociale o ambientale (stressor) fa perdere la nostra stabilità interna. Ciò comporta una serie di reazioni regolative attraverso la secrezione di specifici ormoni catabolizzanti .Il corpo umano è soggetto quotidianamente ad attacchi esterni e interni volti a ridurre la sua corretta funzionalità diventa per questo necessario coltivare sane abitudini come seguire una corretta alimentazione e praticare sport.

Nessuna prospettiva di sviluppo certo e duraturo della nostra società può prescindere da programmi d’investimenti sulla promozione della risorsa umana, attraverso la qualificazione dei processi formativi. Essa rappresenta l’asse centrale per l’avvio di una rinnovata politica del lavoro e di un’equilibrata programmazione dello sviluppo, per questo la nozione di progresso “sociale e civile” ha assunto nei nostri tempi contenuti molto più ampi e complessi che nel passato. Oggi il traguardo dell’espansione dell’offerta formativa assume nuovi e più interessanti significati e diventa irrinunciabile obiettivo di giustizia e di uguaglianza sociale, perché le conoscenze, la competenza, la cultura e la professionalità sono diventate una risorsa primaria nel modello di civiltà che si sta affermando in modo sempre più rapido e perentorio. Viviamo in una realtà sociale in cui la capacità di elaborazione teorica e d’ideazione sono prevalenti rispetto a quelle manuali e ripetitive. Oggi ai giovani si richiedono con sempre maggiore insistenza il processo di diverse abilità e soprattutto una più solida formazione di base, sulla quale sviluppare capacità di positivo e agevole rapporto con le macchine e di competente impiego delle tecnologie, attitudini alla progettazione e della relazionalità sociale, accentuate versatilità e disponibilità verso il cambiamento. Il volume delle conoscenze prodotte dalla ricerca scientifica, il valore assunto dall’informazione e i processi della tecnologia avanzata hanno mutato gli assetti e la struttura della produzione e dei sistemi amministrativi . si e fatta pressante in questo contesto la domanda di nuove figure professionali e di più alte specializzazioni. Non a caso si parla sempre più frequentemente della necessità di avviare i giovani verso forme di “alfabetizzazione informatica”. In questo scenario, in cui istruzione e cultura sono fattori essenziali di produzione e di progresso, il sapere causa di una discriminazione sociale, diventa perciò indispensabile l’uguaglianza delle opportunità formative in cui si riscopre il valore del diritto allo studio che rappresenta anche uno degli elementi per una nuova forma di solidarietà sociale.

Nella società di oggi, per il tipo di vita che ci propone l’era tecnologica, il normale sviluppo psicomotorio che un tempo aveva qualche possibilità di strutturarsi è ormai posto in discussione per cui si parla diffusamente di malattie ipocinetiche cioè di malattie dovute a carenza di movimento.
L’assenza totale di attività motoria porta con sé un gran numero di svantaggi dal punto di vista fisiologico e ostacola per cosi dire, la traiettoria normale della crescita e dello sviluppo organico.
Potremmo accennare all’obesità, agli inconvenienti che la stessa presenta, ai possibili difetti fisici che possono avere origine da determinate posture scorrette, alla facile disposizione alla malattia quale caratteristiche degli esseri di debole costituzione ecc.
Questi effetti nocivi conseguenti all’ipocinesi hanno riabilitato la motricità nella sua funzione primaria di mantenimento dello stato ottimale di salute, confermando la sua azione di benessere generale. Bisogna dunque favorire la diffusione, fin dalla scuola dell’infanzia e in tutte le scuole di ogni ordine e grado, delle attività motorie, pre-sportive, sportive come parte integrante del progetto educativo e come valido strumento per prevenire situazioni di disagio.
Tali attività, secondo le  più recenti acquisizioni epistemologiche, dovranno essere aggiornate, fornite dei mezzi necessari soprattutto tramite una programmazione più variegata e una metodologia più innovativa. 

A scuola, per sentirsi soddisfatti degli obiettivi raggiunti, è molto importante seguire un proprio percorso. La programmazione di ed.fisica, per esempio, è strutturata in percorsi di recupero,consolidamento e potenziamento. Ciascuno di essi include obiettivi motori, cognitivi e
affettivo/emotivi  determinanti per il raggiungimento delle competenze prefissate. Questi i livelli:

LIVELLO BASE. E’ importante lavorare:

  1. sugli schemi motori di base che rappresentano le unità fondamentali del movimento sulle quali successivamente si andranno a costruire abilità più complesse e specifiche tramite tutta una vasta serie di esercizi mirati e giochi.
  2. sulla conoscenza e l’applicazione delle principali regole di comportamento (abilità sociali).
  3. sulla partecipazione attiva alla vita della classe rispettando l’altro e migliorando la propria autostima

Obiettivi educativi:

Piano Motorio: Recupero funzionale degli schemi motori di base

Piano Cognitivo: Conoscere e rispettare le regole di convivenza sociale

Piano emotivo/affettivo: Acquisire sicurezza in sé stessi e nelle proprie capacità.

LIVELLO INTERMEDIO. Verranno  inseriti:

  1. esercizi e giochi più specifici per stimolare ed allenare le capacità coordinative che permetteranno la strutturazione delle abilità motorie .
  2. attività atte a migliorare la capacità di comprensione e di comunicazione.
  3. attività che favoriranno l’iniziativa personale e miglioreranno lo spirito di cooperazione.

 Obiettivi educativi:

Piano Motorio: Consolidare le capacità coordinative 

Piano Cognitivo: Migliorare  la capacità di comprensione e di comunicazione verbale e non

Piano emotivo/affettivo: Favorire l’iniziativa personale e migliorare lo spirito di cooperazione

LIVELLO AVANZATO. E’ necessario:

  1. aumentare l’intensità delle esercitazioni per acquisire una sempre maggiore precisione del gesto finalizzato al raggiungimento di una  prestazione motoria efficace.
  2. perfezionare un efficace metodo di lavoro e di ricerca per acquisire maggiori competenze
  3. ricercare una sana competizione per migliorare sé stessi

Obiettivi educativi:

Piano Motorio: Potenziare le capacità condizionali e le abilità tecniche (saper giocare individuale) e tattiche (saper giocare collettivo)

Piano Cognitivo: Saper progettare un allenamento per il proprio benessere

Piano emotivo/affettiva: Sentire il bisogno dell’altro e la ricerca della competizione.

 Il tutto deve essere sempre proposto in forma di gioco e di rispetto dei principi di progressività e gradualità.

All’inizio di un programma di allenamento e quindi all’inizio di ogni anno scolastico è importante capire qual è il livello di allenamento delle nostre scolaresche per migliorarne la salute.

E’noto che  la nostra capacità di movimento dipende sia dai requisiti strutturali del corpo (altezza, peso, qualità delle fibre muscolari ecc.) che da requisiti funzionali. Questi ultimi sono condizionati da fattori neurologici, fisiologici e psicologici.

I parametri di riferimento per l’individuazione dei livelli sono le capacità motorie  condizionali e coordinative. Attraverso appropriati test motori e griglie di osservazione si procederà a misurare i suddetti parametri.

Sulla base dei risultati ottenuti sarà possibile pianificare il programma di allenamento di ognuno in base al livello ottenuto ( base, intermedio, avanzato) in modo che tutti possano tranquillamente seguire il proprio percorso e progressivamente passare al livello successivo sentendosi soddisfatto degli obiettivi raggiunti.

La programmazione  sarà dunque strutturata in percorsi di recupero,consolidamento e potenziamento, senza mai perdere di vista la finalità ultima che è la formazione integrale della persona. I contenuti proposti e gli apprendimenti  da raggiungere riguarderanno sempre il piano motorio, cognitivo e affettivo/emotivo determinanti nell’apprendere, organizzare e trasformare i gesti motori e raggiungere le competenze prefissate.

Da quando i Programmi scolastici sono stati sostituiti dalle Indicazioni Nazionali, si è cominciato a parlare di “competenza”per indicare una progettualità che considerasse la persona nella sua globalità. Da ciò si deduce che Il fulcro della competenza motoria è l’integrazione di conoscenze (i saperi), di abilità motorie (il saper fare) e di comportamenti (il saper essere) sulla base delle capacità personali. Secondo la Rivista “Educazione fisica e sportiva ed educazione integrale della persona” , Il termine competenza motoria riguarda, congiuntamente, l’essere e l’avere della persona e l’educazione fisica, correttamente proposta sul piano metodologico, si caratterizza per la varietà di contesti in cui tale rapporto è sistematicamente richiamato. In particolare il gioco è il motore principale per educare la mente, educare il corpo. Se noi riusciamo a coinvolgere gli studenti dal punto di vista sia cognitivo che motorio (farli cioè pensare prima di muoversi) il movimento sarà maggiormente interiorizzato e il ragazzo saprà meglio adattare le abilità motorie e sportive acquisite in situazioni diverse.  Inoltre quando i ragazzi giocano, provano emozioni e quindi sono più motivati ad apprendere. L’insegnante così, scegliendo con cura il gioco più adatto, potrà perseguire più facilmente qualsiasi obiettivo programmato.