Al momento stai visualizzando Piano scuola 4.0: competenze digitali per potenziare la qualità dell’apprendimento

Piano scuola 4.0: competenze digitali per potenziare la qualità dell’apprendimento

La scuola digitale: nuovi ambienti per nuovi apprendimenti

Il piano che attua il PNRR nella scuola, introducendo le tecnologie digitali all’interno delle classi, sta modificando in maniera profonda e radicale il modo di concepire l’attività didattica e, più in generale, la stessa scuola.

Gli effetti di tali cambiamenti riguardano, come ovvio, principalmente i docenti e la loro azione formativa. Essi sono chiamati a rapportarsi in maniera del tutto nuova e produttiva sia con i contenuti disciplinari, sia con le relazioni con i nuovi discenti digitali.

Personalizzare, rendere attivi e responsabili gli studenti, innalzare la qualità degli apprendimenti, sapere coordinare, cooperare e lavorare insieme in presenza e online sono azioni imprescindibili da intraprendere per porre le basi di una scuola effettivamente inclusiva e orientata al successo formativo.

L’aula diventa un ambiente di apprendimento

In tale ottica, l’aula stessa non può essere più considerata solo come uno spazio fisico di contenimento, ma diventa qualcosa di ampio, dinamico e soprattutto senza confini.

L’aula e le strutture tecnologiche in essa contenute, se sono ben gestite e organizzate, sono capaci di trasformare lo spazio in un efficiente ed efficace ambiente di apprendimento, in cui è possibile costruire e generare nuove conoscenze, abilità e competenze.

In tali contesti, sviluppare attività e contenuti “digitali” significa tessere un fil rouge tra ciò che inizia in presenza e ciò che può essere continuato e sviluppato ulteriormente a distanza.

Si tratta di creare un continuum formativo che travalica lo spazio e il tempo a scuola e coinvolge profondamente gli studenti e le loro “personali” tecnologie.

Learning path: sentieri di apprendimento personalizzati

In tali ambienti e grazie alle tecnologie è possibile creare dei learning path – sentieri di apprendimento – in cui ognuno, in base alle proprie caratteristiche cognitivo-emozionali, può trovare il percorso educativo ottimale.

Molte sono le promesse e le aspettative riguardo alle potenzialità che la tecnologia può offrire per rivoluzionare le modalità di apprendimento.

Per far fronte alle sfide poste dalla società attuale, caratterizzata dall’espansione dei mercati su scala globale, dall’incremento esponenziale della conoscenza in circolo nel sistema e dalla flessibilità del lavoro sempre crescente, si parla di long-life learning, ovvero apprendimento continuo e costante per tutta la vita del singolo individuo.

Come cambia il contesto educativo

Le nuove tecnologie possono favorire alcune modifiche generali del contesto educativo:

  • spostamento del focus dall’insegnante allo studente;
  • spostamento del focus dell’apprendimento sul fare;
  • aumento della motivazione degli alunni;
  • risalto della cooperazione tra alunni.

Il docente come facilitatore

L’insegnante diventa una sorta di facilitatore che organizza occasioni di apprendimento, permettendo all’alunno di partecipare alla costruzione del proprio sapere.

Le risorse per l’apprendimento sono veramente tante. Esistono software specifici per l’uso scolastico che fanno parte di quello che viene chiamato “software didattico”.

A questo proposito, in rete è possibile consultare banche dati di centri di valutazione software come quello del CNR e dell’Indire, rivolgersi a siti specializzati e confrontarsi nell’ambito di comunità di docenti.

Le tecnologie per una didattica multimodale

Gli strumenti multimediali possono avere un grande potenziale educativo nella trasmissione di contenuti e non solo, proprio perché, facendo leva su diversi canali comunicativi – testo, audio e video – offrono modalità di comprensione e di assimilazione migliori rispetto a strumenti più tradizionali e permettono così una reale personalizzazione dell’apprendimento.

Il computer è lo strumento ideale per agire creativamente perché, attraverso l’uso di semplici programmi, permette di giocare con linguaggi e media diversi, offrendo l’occasione di essere autore e costruttore delle proprie conoscenze.

Nella pratica scolastica va sempre più diffondendosi l’uso degli ipertesti – insieme di documenti messi in relazione tra loro per mezzo di parole chiave –, l’uso didattico del videogioco, della grafica tridimensionale e della realtà virtuale, il word processor, Internet – motori di ricerca, banche dati specializzate, sistemi di documentazione online – e nuove risorse educative.

Educare alla valutazione critica delle informazioni

In ogni caso è importante rendere gli alunni consapevoli che la pubblicazione in rete non garantisce l’affidabilità dell’informazione.

È indispensabile, quindi, promuovere un’educazione alla valutazione critica delle diverse risorse, affinché gli studenti imparino a selezionare, confrontare e utilizzare consapevolmente le informazioni disponibili online.

La tecnologia, dunque, non rappresenta semplicemente uno strumento da utilizzare, ma può diventare un vero e proprio ambiente di apprendimento, capace di ampliare gli spazi, i tempi e le possibilità della didattica.

Condividi