Alla base di ogni apprendimento c’è la motivazione ad apprendere. Il termine motivazione deriva dal vocabolo latino “motus” ovvero movimento e indica ciò che spinge un individuo a compiere una determinata azione oppure a perseguire un determinato obiettivo.

Quando un apprendimento è ricercato, desiderato, voluto, provoca un’emozione che mobilita immediatamente corpo e cervello. A ogni sensazione che proviamo, corrispondono, infatti, reazioni fisiologiche e modificazioni psicologiche.

Per esempio, quando siamo sorpresi, il nostro cervello attiva prontamente il surrene, ghiandola importantissima per la nostra salute, che rilascia la noradrenalina. Questo ormone  accelera la frequenza cardiaca, aumenta il rilascio di glucosio dalle riserve energetiche, aumenta l’apporto sanguigno ai muscoli scheletrici. Fattori dunque essenzialmente psicologici condizionano fattori biologici e viceversa.

Motivare ad apprendere significa dunque rendere i ragazzi consapevoli di ciò che fanno aiutandoli a cambiare il loro modo di pensare con messaggi positivi che accrescano la loro autostima e la fiducia in se stessi con frasi del tipo: “ Non aver paura di sbagliareDai, puoi farcelaTranquillo, sarai sicuramente all’altezza!” Se i nostri allievi, per esempio, riescono a risolvere un problema motorio, avranno provato una grande soddisfazione per il fatto di avere potuto vivere e condividere il loro talento. Questo avrà migliorato sia loro stessi nel rapporto interpersonale sia il loro mondo interiore.

Evitiamo di porre l’accento sugli sbagli e sui punti deboli dei nostri ragazzi e di criticarli. Bisogna parlar loro con gentilezza, incoraggiarli dolcemente, tirare fuori il loro meglio. Il talento di ciascuno può fare la differenza.

di Rosalba Cavarretta

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La scuola rappresenta un “mondo” in cui l’alunno, prima, e l’allievo, dopo, matura convinzioni,comportamenti e abitudini che lo porta a vivere una più o meno serena vita sociale una volta diventato adulto.

Per indirizzarlo verso una “sana educazione”è necessario che essa approfondisca tre argomenti che sono alla base della formazione della persona:

–  movimento fisico

– alimentazione

– dipendenze

Conoscere e integrare tutti questi temi vuol dire “essere persona fisicamente educata”, persona, cioè, che  “sa” e rispetta innanzitutto se stessa, che “sa fare” mantenendosi in forma, che “sa essere”, valorizzando l’attività fisica e il suo contributo per un corretto stile di vita.

In questo contesto, tra gli apprendimenti promossi attraverso le esperienze motorie e sportive, particolare rilievo assumono le “LIFE SKILLS”che non sono altro che competenze sociali e relazionali che consentono di affrontare in modo efficace i  problemi emergenti nella vita quotidiana e che ci permettono di avere fiducia in noi stessi, di saperci auto valutare, di gestire l’insuccesso, di relazionarci positivamente con gli altri in ambito scolastico e non.

Life skills, quindi, come promozione della salute e come contrasto alle varie forme di disagio.

Il convincimento, poi, che una forma di prevenzione efficace del disagio consista nel promuovere nell’individuo la costruzione della consapevolezza delle proprie capacità,rientra ormai tra i compiti della scuola che comincia a cambiare il senso profondo del suo operato che non riguarda più  la sola istruzione ma l’ascolto dei bisogni individuali.

La nuova scuola,quindi, richiede al docente una  radicale trasformazione professionale che dia vita a un diverso rapporto con gli studenti : il docente diventa mediatore e facilitatore dell’apprendimento, nonché educatore che orienta il processo formativo di cui l’allievo è protagonista.

In questa prospettiva la scuola comincia a riconoscere la promozione della salute come finalità intrinseca a tutto il curricolo formativo, promuovendo la stessa come una condizione di benessere di tutti coloro che vi operano.

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Rosalba

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Fare attività sportiva, in fase di crescita,non solo è salutare per il nostro fisico,ma è importante per favorire una serie di processi che si ripercuotono anche nell’età adulta.

Già all’inizio della scuola primaria, si può cominciare a praticare uno sport non solo per arricchire il patrimonio motorio e culturale degli alunni,ma anche per orientarsi e scegliere autonomamente e criticamente un’attività sportiva più consona ai propri bisogni ed interessi.

E’ necessario, però, evitare i rischi di specializzazione sportiva precoce perché ciò può portare all’abbandono prematuro di tutta l’attività sportiva.

L’attenzione a livello europeo verso la promozione dell’attività fisica è cresciuta sempre di più, basta pensare al Trattato Europeo di Lisbona del 2009 per capire come si siano gettati le basi per lo sviluppo della dimensione europea nello sport e la promozione delle questioni sportive a livello europeo.

Dal rapporto è emersa l’obbligatorietà  dell’Educazione fisica in tutti i curricoli Nazionali esaminati a livello sia primario che secondario inferiore.

Nei curricoli dell’istruzione primaria, infatti, sono state previste attività motorie per sviluppare gradualmente competenze di base che a poco a poco vengono ampliate coinvolgendo discipline sportive più complesse.

La funzione dell’insegnante,a questo punto, deve essere quella di selezionare un’attività piuttosto che un’altra (senza perdere di vista la finalità educativa) in vista di un ben preciso scopo educativo.

Se l’insegnante,per esempio, ritiene opportuno avviare i ragazzi al gioco della pallavolo,o del basket o del rugby,tutto sarà finalizzato a quel gioco senza però che questo diventi la cosa più importante. L’obiettivo, invece, sarà quello di far loro acquisire le abilità necessarie per giocare al gioco prescelto e in seguito utilizzare le stesse abilità per affrontare un’altra disciplina sportiva, integrando l’aspetto educativo.

L’importante è dare all’allievo tutto ciò di cui necessita per farlo crescere come atleta e come persona.

Le attività ludico-sportive, infatti, sviluppano processi di socializzazione attraverso i quali i giovani imparano non solo a misurarsi con se stessi, a conoscersi, ma anche a confrontarsi con gli altri, ad apprendere l’osservanza delle regole, della lealtà, del rispetto e della collaborazione con il gruppo.

I comportamenti acquisiti, inoltre, stimolano all’altruismo, alla cooperazione, alla solidarietà e all’accettazione del‘’diverso’’.

La ‘’diversità’’, nello sport,sembra non rappresentare un ostacolo; al contrario il piacere di partecipare e condividere esperienze sportive sprona l’acquisizione di competenze comunicative, espressive e relazionali.

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Rosalba

Guarda anche il post: “Come indirizzare le conoscenze e le competenze motorie verso la salute e il benessere”, al seguente link  http://www.inazione.info/2018/12/30/come-indirizzare-le-conoscenze-e-le-competenze-motorie-verso-la-salute-e-il-benessere/

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Lo sapevate che il movimento ha un suo linguaggio?

Si tratta di un linguaggio inteso come organizzazione di segni che possono essere gestuali, motori e corporei.

Nel primo caso ci troviamo di fronte a un linguaggio gestuale, nel secondo a un linguaggio motorio,nel terzo a uno corporeo.

Del primo, di fine prettamente utilitaristico (quello dei sordomuti, dei vigili, degli arbitri) fanno parte l’artistico e l’estetico come l’animazione la drammatizzazione, il ballo, la danza, ma anche sport agonistici come il pattinaggio artistico,il nuoto sincronizzato,la ginnastica ritmica. E’ questo il linguaggio che va maggiormente educato perché occorre avere una gestualità comunicativa intenzionale, secondo un sistema di regole culturalmente determinate e perciò condivise.

I tre linguaggi sono senza dubbio concatenati perché per apprendere l’espressione spontanea,per esempio,occorre avere dei prerequisiti legati alla coscienza di sé e al controllo motorio del proprio corpo e ancora per la comunicazione gestuale, è necessario possedere una sufficiente capacità simbolica che trova nel mimo e nella drammatizzazione la sua massima espressione. Quest’ultima ,poi, diventa molto avvincente se è arricchita da azioni sceniche, scenografie e commenti sonori.

E che dire della ginnastica aerobica?Ha bisogno di forza e resistenza,elasticità muscolare,coordinazione neuro-muscolare,senso di equilibrio. E’ un’attività che apporta senza dubbio dei benefici salutistici,perciò è bene praticarla proprio durante il periodo della crescita,quando il corpo è in grado di assimilarne i vantaggi sia sotto il profilo fisico che psichico. Ma c’è da dire anche che svolgere attività fisiche da giovani ci porta ad avere una struttura scheletrica più robusta e un minor tasso di fratture ossee in età avanzata.

Anche la ginnastica acrobatica ha i suoi effetti benefici. Essa prevede la combinazione di movimenti attraverso un preciso lavoro posturale,ma si svolge anche a squadra dove prevale il lavoro di gruppo,cioè la fiducia e la responsabilità di ciascuno nei confronti degli altri compagni.

Specialmente a scuola, la  messa in scena del movimento con tutte le sue forme di espressione e comunicazione diventa un elemento importante che aiuta l’allievo nella ricerca della sua identità e creatività.

Non più movimenti fine a se stessi, dunque, ma movimenti che parlano, che recitano, che raccontano, che si aprono al mondo per arricchire la comunicazione nella vita quotidiana e nello stesso tempo trarne piacere e divertimento.

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Rosalba

Guarda anche il post: “Come ampliare le competenze motorie di base in senso sportivo/ educativo/ricreativo”, al seguente link  http://www.inazione.info/2018/12/30/come-ampliare-le-competenze-motorie-di-base-in-senso-sportivo-educativo-ricreativo/

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“Qualsiasi appiglio o ostacolo viene osservato come un punto di appoggio da superare in maniera fluida ed efficiente.Questo insegna nella vita di tutti i giorni a non arrendersi mai davanti ad un problema ma, al contrario, sfruttarlo per proseguire in modo ancora migliore la marcia verso il proprio obiettivo finale.” (Parkour-Wikipedia)

Bentrovati,

in questo articolo vi mostrerò la mia  U.A. riguardante la Didattica /area motoria classe prima, classe seconda e classe terza.

La scelta della seguente Unità di Apprendimento dal titolo “Crescere forti …in movimento”, in questo periodo iniziale dell’anno scolastico, subito dopo aver effettuato i test d’ingresso, nasce dalla convinzione che quasi tutti ragazzi non sanno muoversi bene o si muovono in modo impacciato e disordinato

Per fare ciò è necessario  iniziare dall’atto motorio, differenziato per progressività nel triennio scolastico, perché è quello che  realizza il movimento che, se adeguatamente educato, permette di muoversi correttamente in qualunque condizione.

Le stesse tecnologie mentre da un lato sono efficacissime per un apprendimento costruttivo, dall’altro costringono bambini e ragazzi ad essere soggetti inerti che subiscono passivamente le novità e passano ore e ore davanti ad un computer o un telefonino.

Spesso mi sono chiesta: “ ma dove sono andate a finire le abilità motorie che tutti i ragazzi, e non solo, dovrebbero avere per camminare, correre, saltare, giocare allegramente e consapevolmente?

Diventa  importante, a questo punto, affrontare l’argomento  sin dall’inizio per colmare le lacune accumulate negli anni passati.

A tutto ciò poi si deve aggiungere il fatto che studi approfonditi hanno dimostrato che l’atto motorio legato alla persona, di per sé, integra e fonda processi motivazionali, bioenergetici, cognitivi, relazionali e forma persone ricche di capacità logiche, critiche, creative ed espressive.

Questa U.A. sarà di conseguenza centrata per il primo anno sugli schemi motori, per il secondo anno sulle capacità coordinative e per il terzo anno sulle capacità condizionali.

Gli schemi motori (camminare, correre, saltare, rotolare ecc.) sono l’ABC del movimento e ci permettono, sin dalla nascita, di entrare in relazione con se stessi, gli altri e il mondo circostante.

Le capacità coordinative rappresentano i presupposti neurologici per l’apprendimento, il controllo e l’applicazione in situazione delle azioni motorie. Si sviluppano solamente attraverso l’attività, che rende più rapido l’apprendimento tecnico, migliora e  perfeziona il gesto, utilizza una vasta gamma di esercizi per il riscaldamento e l’allenamento generale.

Le capacità condizionali invece rappresentano i presupposti energetici e strutturali della prestazione, dipendono dai grandi sistemi organici quali quello cardiocircolatorio, muscolare, ecc. e, con eccezione della velocità, presentano una forte accelerazione del loro sviluppo nel periodo prepuberale e puberale. Grazie allo sviluppo ottimale delle capacità coordinative si può pervenire ad un adeguato rendimento nell’espressione delle capacità condizionali.

Ora clicca su  U.A. “Crescere forti…in movimento” classe prima  ; U.A. “Crescere forti…in movimento” classe seconda ; U.A. “Crescere forti…in movimento classe terza   per visualizzare le mie Unità di Apprendimento.

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Un abbraccio

Rosalba

Guarda anche il post :”Come educare movimenti che parlano, recitano e raccontano” al seguente link http://www.inazione.info/2018/11/25/come-educare-movimenti-che-parlano-recitano-e-raccontano/



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Caro/a collega, in questo articolo ti mostrerò come realizzare unità di apprendimento efficaci,

innovative, di successo.

Una volta progettata la strada (curricolo annuale) che ci dovrà condurre al raggiungimento dei

traguardi delle competenze disciplinari e trasversali , cominciamo a costruire i mattoni che ci

serviranno man mano a completare tutto il percorso.

Questi mattoni, che non sono altro che Unità di apprendimento (U.a), partendo dai reali bisogni

degli alunni portano al raggiungimento degli Obiettivi formativi  che, insieme gli Obiettivi di

apprendimento e ai contenuti delle discipline, ci permettono di identificare ciò che gli alunni

dovranno sapere e saper fare. I due momenti costituiscono l’Apprendimento

unitario meglio specificato come competenza.

Ti ricordo che l’insieme di tutte le U.A. che andremo a sviluppare nel corso del triennio

saranno funzionali al raggiungimento delle competenze trasversali e obbligatorie indicate dal

Profilo da raggiungere al termine del primo ciclo d’istruzione.

Per chiarire meglio il concetto di come intendo organizzare un U.A. indicherò LE DOMANDE GUIDA

che mi porteranno alla sua realizzazione.

  1. INDIVIDUO IL BISOGNO  

Domande: Qual è la necessità indispensabile del momento?

Cosa vogliamo sviluppare nel contesto classe?

Quale competenza del Profilo riteniamo utile dover sviluppare?

  1. DEFINISCO GLI OBIETTIVI FORMATIVI (O.f) e il relativo STANDARD DI APPRENDIMENTO (livello minimo atteso)

Domande: Rispetto al bisogno individuato, qual è l’aspetto educativo che voglio far emergere?

Che cosa devono imparare gli alunni?

  1. SCELGO GLI OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO  (O.a) COINVOLTI E UTILI

Domande: Rispetto all’obiettivo formativo individuato  (O.f.) che cosa dovranno sapere e saper fare gli alunni? Ecco che si predispongono gli O.a. con i rispettivi contenuti e attività.

  1. IDENTIFICO L’APPRENDIMENTO UNITARIO che ci viene dato dall’insieme di O.f.+ O.a

meglio definito come competenza.

  1. INDIVIDUO LA METODOLOGIA E I MEDIATORI DIDATTICI UTILIZZATI

Domande:

Come intendo motivare gli alunni ad apprendere?

Quali metodologie intendo utilizzare?

Quali saranno i tempi di realizzazione?

In quali spazi e con quali strumenti lavorerò?

  1. VERIFICO E VALUTO

Domande:

Come intendo accertare il raggiungimento dell’Apprendimento unitario?

Come valuto? Cosa valuto?

Ora clicca sul video per visualizzare la mia Unità di Apprendimento riferita all’accoglienza alle classi prime, necessaria all’inizio di ogni anno scolastico.

Clicca il link qui sotto e guardalo adesso:

Unità di apprendimento “Entrare in…relazione/L’accoglienza”

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Un abbraccio,

Rosalba

Guarda anche il post :”Come prepararsi fisicamente e mentalmente per iniziare un nuovo anno scolastico alla grande” al seguente link  http://www.inazione.info/2018/09/18/ome-prepararsi-fisicamente-e-mentalmente-per-iniziare-un-nuovo-anno-scolastico-alla-grande/



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Gli adolescenti di questa età vivono una fase della loro vita difficile e complicata.

Lo scopo di noi insegnanti è quello di creare opportunità finalizzate a sostenerli nel loro percorso di crescita, che dovranno condurli a diventare cittadini responsabili e consapevoli dei propri diritti e doveri.

Una particolare attenzione dovrà essere rivolta alla prevenzione del “disagio” che si manifesta sotto forma di disarmonie fisiche, psichiche, intellettuali e relazionali, perché solo in un clima di completa e assoluta serenità riusciranno ad apprendere meglio.

Quello che mi preme di più evidenziare nei curricoli che seguiranno è quello di educare i ragazzi “all’affettività” come conoscenza e coscienza di sé e del proprio corpo che sta cambiando e come capacità di sapersi rapportare agli altri in considerazione di questi cambiamenti .

Ora clicca sui video per visualizzare la mia ipotesi di curricolo per la classe seconda e la classe terza.

Clicca i link qui sotto e guardali adesso:

Curricolo annuale classe seconda scuola secondaria di 1°grado

Curricolo annuale classe terza scuola secondaria di 1°grado

Ti ricordo che la mia guida dal titolo “in@zione”, che comprende la programmazione di tutto l’anno scolastico, comprensiva di ben 60 lezioni strutturate e distinte per classe, è stata pubblicata dalla DeA scuola/Marietti scuola.

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Un abbraccio,

Rosalba

Nel mio prossimo post troverai “Come realizzare Unità di Apprendimento efficaci,innovative,di successo”



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Bentrovati colleghi, tra poco si tornerà a scuola e il primo documento richiesto agli insegnanti sarà proprio “il curricolo annuale” relativo alle discipline. Io, per la nostra, vorrei proporre il mio, perché ciò rappresenta un modo per contribuire alla riqualifica della materia di cui vi ho precedentemente parlato. Pianificare un curricolo richiede una competenza che, per motivi diversi, non tutti hanno potuto sviluppare. Quindi se stai cercando un esempio di curricolo di Educazione Fisica basato sulle competenze sei sul blog giusto! Qui troverai un video, per la classe prima, che ti illustrerà le varie fasi della sua stesura. Ti informo inoltre che la mia guida dal titolo “in@zione”, che comprende la programmazione di tutto l’anno scolastico, comprensiva di ben 60 lezioni strutturate e distinte per classi, è stata pubblicata dalla DeA scuola/Marietti scuola.

Il curricolo, che, secondo le Indicazioni Nazionali, mira a sviluppare competenze utili per la vita, si rifà anche alle Raccomandazioni del Parlamento Europeo che ha fissato 8 competenze chiave a cui tutte le scuole devono riferirsi per seguire una linea comune, ma nello stesso tempo essere liberi di svilupparle secondo le esigenze della propria scuola e della propria utenza.

Ti ricordo le 8 competenze chiave:

1.Comunicazione nella madrelingua

2.Comunicazione nelle lingue straniere

3.Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia

4.Competenza digitale

5.Imparare ad imparare

6.Competenze sociali e civiche

7.Spirito di iniziativa e imprenditorialità

8.Consapevolezza ed espressione culturale

Il curricolo contiene: a) il profilo dello studente b) i traguardi per lo sviluppo delle competenze c) gli obiettivi di apprendimento che devono essere anche trasversali e interdisciplinari.

Compito ben definito, inoltre, sarà quello della valutazione formativa (competenze maturate) e l’autovalutazione (consapevolezza delle proprie potenzialità).

Come cambia sostanzialmente la scuola?

La scuola cambia perché non esiste più la programmazione delle discipline con i suoi obiettivi e i suoi contenuti legati ai “programmi”, che tanta ansia e preoccupazione generavano negli insegnanti che perdevano di vista l’aspetto formativo del proprio lavoro. Ad essa è stata sostituita la progettazione delle competenze il cui scopo è quello di centralizzare le esigenze degli alunni e strutturare per loro itinerari personalizzati e/o individualizzati (unità di apprendimento).

Tengo a puntualizzare che gli obiettivi formativi partono sempre dai bisogni degli alunni e diventano mezzi per sviluppare le competenze auspicate.

Cambia anche la valutazione ma di questo, ne parleremo prossimamente!

Se vuoi consultare il mio video clicca sul link che segue:

Curricolo classe prima scuola secondaria di 1°grado

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Un abbraccio,

Rosalba

Ciao, mi rivolgo a te, docente di Educazione Fisica.

Come ben sai la scuola, oggi, ed in particolare il docente ha il compito di sviluppare “competenze” e per farlo ha bisogno di ridisegnare il suo ruolo e riflettere sui contenuti della sua professionalità. Non gli basta più “insegnare” ma deve saper correlare i problemi scolastici con altri problemi che prima restavano fuori dal suo operato. Gli occorre una sempre più approfondita conoscenza della sua materia per poter definire le sue “competenze” e concorrere allo sviluppo integrale della persona. Vorrei precisare meglio il concetto di “competenza” e sono sempre più convinta che ha la sua valenza anche nell’educazione fisica. Nel linguaggio comune per competenza si intende l’abilità e l’esperienza acquisita in un determinato ambito di attività. Ma nell’ambito scolastico le competenze sono legate alle conoscenze, apprese con consapevolezza e comprensione, per poi servirsene al di fuori del contesto scolastico. In Educazione Fisica, poi, esse integrano aspetti cognitivi, affettivi, relazionali, motivazionali, per cui non si possono acquisire isolatamente gli uni dagli altri (per come avviene per le abilità) ma camminano di pari passo e si amalgamano nel corso dell’esperienza scolastica. Per questo le Indicazioni Nazionali parlano di “traguardi terminali”, posti cioè alla fine di ogni ordine e grado di scuola. Le stesse Indicazioni raccomandano anche di non trascurare gli obiettivi di apprendimento che sono quelli che conducono allo sviluppo delle competenze disciplinari, interdisciplinari e trasversali.

Verso il nuovo curricolo dell’educazione fisica

Anche se il “movimento” come mediatore di apprendimento cognitivo e relazionale, di benessere psicofisico, di forma fisica, oltre che di abilità motorie, sportive, espressive, era già presente nei precedenti Programmi Ministeriali, non è mai stato sostenuto abbastanza, permettendo che, nella scuola, l’esperienza motoria fosse fortemente condizionata in senso sportivo e/o ricreativo. La nuova concezione dell’educazione fisica, spinta dalla ricerca epistemologica delle discipline, con i suoi ambiti di competenza inerenti le aree: a) motoria b) espressiva c) sport d)salute e benessere, viene collocata di diritto nel curricolo scolastico per garantire esperienze e attività che hanno nella corporeità e nell’azione i loro nodi fondamentali. Si rende, perciò, necessaria la sua riqualificazione in senso educativo, perché non è vero che l’educazione fisica sia un momento di sfogo libero (come tanti ancora pensano) ma è un momento in cui già sin da bambini si impara a valorizzare il proprio corpo e quello degli altri.

Come ti stai attivando, tu, per fare diventare i tuoi  alunni più “competenti”? 

Sai utilizzare i mediatori tecnologici nella tua didattica?

Ricordati, però, che le esperienze motorie che mirano allo sviluppo globale degli allievi (anche quelle di star fermi e immobili) si fanno prima di tutto in classe, perché è qui che essi si trovano ed è qui che devono cominciare a saper controllare la loro postura, organizzare i loro spostamenti, gestire la loro fatica.

Seguimi e scoprirai nuovi strumenti per dare merito ad una materia che oggi, più che mai, all’interno del nuovo scenario della scuola, con la sua didattica ”costruzionista”, ti guida verso l’apprendimento di un “sapere pensato e agito”.

Per fare ciò occorre stare al passo con i tempi e sforzarsi di migliorare le proprie conoscenze riguardo la ricerca di materiali didattici “digitali”, la progettazione delle lezioni anche personalizzate per gli alunni con BES e la documentazione delle attività come esempio per i siti scolastici, ormai largamente diffusi. A seconda degli obiettivi di apprendimento, inoltre, devi saper scegliere il mediatore più adatto, multimediale e non, per garantire il successo scolastico a tutti i tuoi alunni ed essere “insegnante di successo” assieme alla tua materia.

Mettiamoci in@zione! 

Un abbraccio,

Rosalba



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